| La
società a ruota libera
Nel
web orrore a portata di mouse
Si
impone il problema di un nuovo tipo di «educazione»
per i genitori che intendono realmente proteggere i figli.
L'«offerta» di internet è per tutti ma i
bimbi non sono in grado di scegliere...
Micaela Scotto,
Legambiente Parco del Vesuvio
Sono
un'insegnante e questo lavoro mi permette di trascorrere a stretto
contatto con i giovani gran parte del mio tempo.
Sono
sconcertata da molti dei loro racconti di video e immagini che
circolano in Internet liberamente. Ma tra tutti, non molto tempo fa, mi
raccontavano di un video in cui dei cinesi mangiano neonati. Sono
rimasta sconcertata dal tono di indifferenza con cui mi descrivevano
immagini raccapriccianti. Sdegnata ho messo al corrente di
ciò i miei colleghi e abbiamo visualizzato il video. Abbiamo
tratto la conclusione che se pure si fosse trattato di fotomontaggi,
se, i bambini più piccoli non hanno filtri che permettano
loro di vedere le cose da diverse angolazioni, né hanno
sviluppato sufficientemente il pensiero divergente che permette lo
spirito critico. Così dovrebbero essere protetti dal mondo
degli adulti.
Mi
sono anche rivolta ad associazioni ed istituzioni locali per tentare di
sensibilizzare l'opinione pubblica su questo argomento che, credo, non
sia da sottovalutare.
Il
video oggi non è più presente in Internet.
Ma
questo non ci scagiona dal soffermarci a riflettere su certi aspetti
della società moderna.
Oggi
si parla molto di «ambiente» e ci si adopera per
proteggerne le risorse ed evitare che si perpetui in comportamenti
scorretti che danneggiano il nostro pianeta più di quanto
non sia stato già danneggiato.
Allora
considerando che l'ambiente è costituito da tutto
ciò che ci circonda e che le nuove generazioni sono la
principale risorsa di cui il genere umano dispone per agire nel futuro
in maniera sensata e produttiva, sarà forse il caso di
essere accorti alla formazione delle «nuove leve»
dedicando una briciola di attenzione ai contenuti dannosi e sgradevoli
che vengono liberamente raggiunti nel Web?
Non
a caso siamo nel bel mezzo del Decennio dell'Educazione allo
sviluppo sostenibile proclamato dall'Assemblea generale delle Nazioni
unite nel periodo 2005-2014!
Nel
nostro contesto di vita il Web rappresenta un forte e significativo
elemento dell'ambiente in cui si formano i giovani: esso è
accattivante, coinvolgente, aggiornato e disponibile ad ogni ora e per
tutti i gusti. I giovani trascorrono anche molte ore del giorno
navigando liberamente in internet esposti ad ogni genere di
informazione e immagini pur non essendo ancora sufficientemente maturi
per gestire i rischi derivanti da un uso del Web senza consapevolezze.
Accade
anche che molti genitori non conoscano neppure i siti maggiormente
visitati dai propri figli, né le loro chat, neppure le
attività da loro intraprese in Internet.
Alcune
mamma e papà magari non padroneggiano i mezzi per fare
questo controllo, altri demandano unicamente alla scuola il compito di
educatrice, altri ancora sono ignari di quanto accade in Internet e
sottovalutano questo problema.
Sarebbe
forse il caso di svolgere una campagna di sensibilizzazione sociale per
sottolineare che fra le responsabilità dei genitori oggi
c'è anche quella di vigilare sul tipo di materiale in rete a
cui accedono i propri figli ed evitare di lasciare bambini, anche al di
sotto dei dieci anni, esposti ad immagini di ogni genere.
Io
non credo che sorvolare o sottovalutare questa tematica rappresenti un
modo per «proteggere le nostre risorse umane»
direzionando il loro sviluppo verso obiettivi costruttivi e validi in
termini educativi.
L'Unione
europea già dal 1996 è impegnata nello sviluppo
di una serie di iniziative atte a garantire un uso più
sicuro di Internet e delle altre tecnologie di comunicazione on-line,
per proteggere i minori da contenuti e contatti dannosi o sgradevoli.
Finalmente
anche nel nostro Paese qualcosa pare che cominci a muoversi ho letto su
un sito on line: Trentinosociale, che è in programma un
progetto formativo per adulti e minori dal nome «La famiglia
ed i nuovi mezzi di comunicazione» che ha come obiettivo
quello di aumentare il livello di conoscenza rispetto agli strumenti
informatici e la consapevolezza relativamente ai rischi e ai danni per
i minori.
Scrivo
queste poche righe con l'auspicio che le istituzioni e le
autorità prendano provvedimenti in merito per salvaguardare
quella che è la principale risorsa per il nostro pianeta: i
giovani.
Mi
è molto piaciuto l'avvertimento conclusivo dell'articolo su
Trentinosociale che riporto qui di seguito: «una cosa
è certa: i mondi virtuali, quando danno problemi, lo fanno
in modo spaventosamente reale».
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